sabato 9 aprile 2016

MIRA: IL MANIFESTO


PREMESSA

Nello spirito dei contenuti espressi nel proprio progetto sociale, rivolto a offrire ogni più ampio contributo alla ‘…creazione di una comunità universale che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con il bene di tutti…’, l’Accademia di Alta Cultura – la cui creazione risale al 1948, e che tra i propri Accademici ha sempre contato Artisti di prestigio: da Dario de Blanck a Jean Josipovici, da Jean Henri Gamet a Carmelo Tommasini, da Assen Peikov a Luciano Caturegli, da Jean Vitiano a Manlio Manvati, da Vittorio La Viola a Ilia Peikov, a Sergio D’Amico… tanto per indicarne alcuni tra i contemporanei - ha deciso di mettere a disposizione le proprie esperienze, rendendosi animatrice e organizzatrice di un Movimento il cui fine è quello di coagulare e rappresentare una nuova, fresca e vitale corrente di pensiero nel contesto delle Arti Figurative. 

L'iniziativa è stata ideata nel 2015 dal Presidente Giuseppe Bellantonio e dalla Rappresentante Delegata per l’Arte Prof.ssa Rosanna Della Valle, coadiuvati dalla partecipe condivisione della Dott.ssa Monica Melani, e successivamente ampliato con l’adesione di rappresentanti della Cultura; il nome attribuitogli, è quello di MIRA: acronimo di Movimento Internazionale per un Rinnovamento nell’Arte – , le cui iniziative sono seguite con attenzione e interesse nella consapevolezza del ruolo che proprio la Cultura, in ogni sua espressione, sia elemento cardine e vitale per il progresso dei Popoli. 
                                                                                                                                                                            
Fa piacere, poi, sottolineare che nel contesto di tutto ciò che precede, l’ADAC definirà un Comitato Etico - composto da Artisti di alto profilo, nonché da personaggi qualificati comunque collegati alle dinamiche della Cultura -, che possa fungere da garante della qualità dei progetti via via elaborati.         
                                                                                             Il tutto, confidando nella più ampia condivisione del presente Manifesto nel suo complesso e – naturalmente – contando sulle sinergie che potranno derivare dalla collaborazione con Artisti, Galleristi, Collezionisti, Critici, Curatori, che possano avere similari sensibilità e percezioni, oltre che Enti e Associazioni che abbiano finalità  similari.     
Roma, 7 Aprile 2016                           Accademia di Alta Cultura 
                                                                                                                                  
MANIFESTO

Mai come in questo periodo, l’Uomo ha dovuto prendere atto che il Mondo è mutato, subendo cambiamenti talmente radicali da far accantonare e quindi superare quelli che sembravano riferimenti e ‘regole’ non solo consolidati nel tempo, ma anche pressoché invariabili. pressoché .                                         Al rapidissimo mutare delle condizioni del Mondo – in generale – ha fatto da contrappunto il variare, non senza contraccolpi, della società in tutte le sue manifestazioni, ivi incluse le libere espressioni legate all’Arte.                   Indubbiamente, viviamo un momento particolare in cui la gente è stanca delle illusioni, dell'essere presa in giro: è percepita con forza la necessità di ritrovate regolarità, armonia e pulizia, per contrastare lo sconvolgimento  scaturito da visioni diverse sulla intercambiabilità dei ruoli e  dalla conseguente mistificazione di questi.                                                                                   Certo, non sono mutati i canoni che presiedono al linguaggio della bellezza e del rigore che ogni manifestazione d’Arte deve possedere per poter essere considerata degnamente, ma a mutare anche nell’Arte sono stati soprattutto la modulazione dei metodi espressivi e gli strumenti: liberamente scelti come medium espressivi – talora, però, debordanti nell’anarchia interpretativa - e la stessa critica.                                                                                              Un Artista opera nella quotidianità del consorzio civile, e quindi da questo ‘assorbe’ ogni più piccola variazione; questa - a livello cosciente o non - influisce sul suo stesso stato d’animo, sul suo sentire più profondo, determinando ‘risposte’ che, proprio attraverso le modalità espressive, vengono trasposte su carta, sulle tele, sul legno come su supporti alternativi, nella misura scelta dall’Artista a seconda della propria sensibilità ovvero per specifiche esigenze; in ogni caso, il tutto  permeando lo spazio e l’ambiente, con forme e colori: espressioni tutte della creatività.                                                                      Tutto ciò non vuol dire certo che l’Arte – vissuta ed interpretata secondo i canoni più classici - sia ‘morta’ o che se ne sia smarrito il valore, ma attesta che sono mutate le condizioni complessive in cui essa si muove e viene quindi  espressa.                                                                                                                        La presa d’atto di quanto precede, ha fatto nascere un’idea con caratteristiche innovative: contribuire - attraverso una diversa dinamica che esalti il valore giovandosi degli strumenti tutti del  confronto – per far sì che l’Arte si affranchi quanto più possibile dalle anomalie o dagli eccessi di quanti con essa o attraverso di essa operino in modo fin troppo disinvolto: proprio a scapito degli Artisti, sovente fuori da mode e mercati, e quindi in evidente posizione di ‘debolezza’.                                                                                                 Si deve stimolare il fruitore alla conoscenza, all'ascolto e alla lettura: che sono le corrette chiavi per giungere ad un più valido rapporto diretto tra il creatore dell’opera ed il fruitore stesso.   Il linguaggio attraverso il quale gli Artisti parlano e ascoltano, deve necessariamente ampliarsi, divenendo così un linguaggio di Cultura dinamico, fluido e dai contenuti certamente più consistenti: certamente sempre adatto alle circostanze, ma vero strumento per potersi rapportare e confrontare oltre ogni barriera o confine. Occorre inoltre ritrovare il piacere e la consuetudine al collezionismo, al desiderio del possesso di una bella opera fissata sul supporto nel suo momento più magico: opera che rimarrà eterna, pur se soggetta a quei mutamenti tipici del trascorrere del tempo.                                                                                                          Tutto questo riordino – che via via agevolerà il rinnovamento – non a caso lo si vede amorevolmente curato dalla sensibilità e dalla propensione naturale tipica della donna: donna-Artista che, in un certo senso, dovrebbe prendere le redini di un cavallo che è stato lasciato per troppo tempo a briglie sciolte, in un galoppo sfrenato e caotico.                                                                              Il vero Artista sente sempre più il desiderio incontenibile di esprimere e vivere la pittura, intesa come elaborazione di un prodotto scaturito dal collegamento testa-mano-cuore e fuso ad una non superficiale spiritualità: consapevolezza di ciò che egli vuole comunicare (il valore e la capacità  creative del vecchio pennello), quindi non più sola casualità nel manifestare una semplice combinazione di colori e linee: cosa fin troppo banale, facilmente realizzabile anche da chi metta per la prima volta il pennello sulla tela.                                                                                                             Il nostro intento è quello di operare per offrire agli Artisti spazi e soluzioni espositive dai costi più che contenuti, in modo professionalmente appagante, contribuendo così a sottrarli alla logica spesso perversa che per poter esporre occorra andare incontro a gravosi impegn: sovente senza alcuna garanzia di poterne ricavare una qualche tangibile soddisfazione.   Ma non solo: il tutto viene unito ad un desiderio di ‘fare gruppo’ ritenendo – per usare un termine ben noto – che è proprio l’unirsi, lo stare insieme, a costituire la vera forza di persone che, singolarmente, non avrebbero potuto conseguire identici risultati.                                                                                                      Si è scelta quindi la via della condivisione, così favorendo non solo la partecipazione attiva degli Artisti, ma anche una maggior presenza dell’Arte nella vita e nella quotidianità delle persone, contribuendo a rendere gli Artisti sempre più consapevoli della necessità di un proprio ruolo da autentici protagonisti nello sviluppo di una nuova e diversa visione del contesto.                                                                                                   L’Artista che quotidianamente si confronta con la dinamica del processo creativo – dall’idea al progetto, e da questo al compimento interpretativo -  è infatti il vero protagonista, valido interlocutore in ogni percorso di verifica come pure di cambiamento: chi, meglio dell’Artista, conosce la magica alchimia della trasformazione?                                                                                                                  Ciò Ciò richiamerà a una esaltazione della dimensione spirituale dell’Arte: un contesto dove anche la donna-Artista – oggi più libera dagli schemi che l’hanno a lungo depotenziata – potrà offrire un prezioso contributo, rimettendosi letteralmente in gioco attraverso il valore dell’Arte così riprendendosi appieno quelle funzioni a lungo tempo a lei formalmente precluse, ma che in realtà ella ha sempre svolto nel contesto di quella quotidianità che, prediligendo le relazioni e gli affetti, l’ha vista attiva su più fronti contemporaneamente.  Ritrovarsi insieme periodicamente, progettare, elaborare e comunicare anche all’esterno del ‘gruppo’, saranno i modi per far sentire uniti gli Artisti, per dare loro voce ed ascoltarne quindi anche le sollecitazioni, le idee: il tutto in un clima di cordialità, di energia e di trasparenza, funzionali agli obiettivi comuni che via via vengono a delinearsi dando sostanza alle potenzialità.                                                  Nel far ciò, si adotteranno tutte le formule che la comunicazione offre, anche sotto il profilo digitale: prima tra tutte quella di un sito ove gli Artisti avranno fra l’altro a disposizione lo spazio per potersi ‘presentare’ al pubblico, così evidenziando tanto il loro percorso  artistico che le esperienze e le opere.                                                                                                     Nella nostra analisi e nei nostri intenti, il tema della presenza femminile nel mondo dell’Arte è centrale. Che la donna-Artista, in quanto tale, abbia affrontato forti difficoltà è innegabile: ed è la storia a darcene fedele cronaca, fornendo testimonianza delle discriminazioni che ha dovuto patire, peraltro non riuscendo mai a raggiungere appieno la condizione di parità con l’uomo-Artista.              Di fatto - anche se in realtà nessuno l’ha forse mai ‘voluto’ - la donna è stata posta in una sorta di limbo, dove da tempo vive all'ombra della pre-dominante presenza maschile.  Ciò avviene non  tanto   per  pregiudizi o riserve mentali  (anche se nel passato ce ne sono stati e, in alcune culture, ancora esistono), quanto perché – la donna si è trovata impegnata in più ruoli, svolgendo nella società compiti ‘secondari e suoi’ per una sorta di diritto di genere, quali: la cura dei figli, della famiglia, degli anziani, dei più deboli e dei malati.                                                                                                         In ogni caso, non dimenticando la grande qualità e l’energia della presenza femminile: comunque ispiratrice e consigliera dell'uomo,  che – va sottolineato - di lei ne ha fatto la Dea ispiratrice nell'Arte: sovente quale sua vera e propria ‘musa’, sorgente della sua espressività.                                                           Oggi che il Mondo sta affrontando situazioni molto difficili, dalla dinamica fluida ed imprevedibile, è indubbio che ci si trovi in un momento in cui la partecipazione attiva della donna nella società – nulla volendo sottrarre alla figura maschile - è fortemente percepita come una soluzione, proprio per quel quid in più che la distingue: sensibilità?... predisposizione?... istintività su base ancestrale?... Forse questo e altro.  Comunque la si voglia o la si possa vedere, la donna è abituata ad affrontare anche contemporaneamente molte delle tematiche e delle problematiche che la vita impone,  mentre l'uomo ha più difficoltà a gestire situazioni tra di loro diverse e anche impreviste.                                                                                                  In ogni caso, vogliamo andare ben oltre delle semplici valutazioni di genere, considerando così l’Essere Umano nella sua meravigliosa completezza, al di là di banali quanto inutili contrapposizioni o contrasti.  L’obiettivo, è proprio quello di perseguire la completezza proprio attraverso l’Arte, poiché l’Arte – per sua natura – supera ogni logica, ogni definizione, ogni ostacolo, ogni differenza: specie se di genere o di etnia.                                                                          Il segreto di questo agire sta nel saper accettare lo scambio di qualità che mira a rendere l'uno complementare all'altra: rispettando, riconoscendo e integrando l’altro per imparare a perfezionare – prima di tutto in sé stessi – quell’unità tra il principio maschile e quello femminile, fondamento di ogni forma creativa.  
DONNE NELL’ARTE E PER L’ARTE
E’ chiaro che questo insieme di donne Artiste non è ‘contro’ nessuno – non divenendo così ‘parte’ contrapposta od opposta ad altre ‘parti’, secondo un modello ormai desueto -, ma si pone come strumento che - proprio attraverso la comunicazione e l’espressività nelle Arti Figurative – diviene solido e autentico elemento di arricchimento, in una visione nuova e diversa della quotidianità. Parte e strumento di un rinnovamento complessivo che abbia al centro non l’uomo né la donna: bensì l’Essere Umano.                                                   Con ciò, lo si evidenzia ancora una volta, non si intende costituire una ‘parte’ separata dal resto, quasi  si volesse costituire una élite, ma un elemento che - attraverso il linguaggio, la partecipazione e l’Arte – si ponga in modo aperto e recettivo verso il sociale, attraverso operatività dirette, concrete e reali.                                                                                                       Avendo fatto da sempre più cose – la donna-Artista seguiva la propria passione, la famiglia, i figli, la casa… oltre che affrontare le difficoltà di un contesto sociale che di certo non l’agevolava -  la donna, pur se impegnata,  oggi ha più strumenti per influire, ponendo in ciò capacità, impegno e principalmente quel quid di armonia che è insito in lei dai tempi.     In sostanza, non avendo mai diviso l’Arte dagli altri carichi quotidiani, la donna è oggi più predisposta a operare anche da protagonista: vero e proprio strumento di decodificazione e di sviluppo, con valenza fortemente sociale.  Senza pulsioni colpevoliste o di rivincita, alfine si prenda chiaramente atto che l’assenza di concretezze in questo campo non è dovuta al fatto che la donna non abbia partecipato o potuto partecipare, quanto perché ella non ha potuto esprimere al meglio e totalmente le proprie capacità pratiche.                                                                      Cosa si propone questo gruppo di Artiste?                                                        La fusione dell’Arte con la sensibilità e l’efficienza femminili, costituisce un vero e proprio collante tra potenzialità che – in una mirabile alchimia – vanno ad arricchirsi, attraverso un percorso fatto di intuito, sensibilità, capacità, impegno e abilità.  Nella nostra ottica, non si cerca quindi una ‘parità’ meccanica - di tipo sindacale o sociale o politico o altro - ma si cerca una ‘parità armonica’, basata su un concetto di ‘pari dignità’.                                                          Attraverso questo Movimento, che ha le sensibilità tutte tipiche dell’animo femminile, si intende aggregare persone che non solo si esprimano artisticamente ma anche attraverso la dialettica e il confronto,  quale propria prerogativa precipua.    Una sorta di ‘l’unione fa la forza’ e valorizzazione dei talenti, interpretato in chiave artistica. Un modello utile a stimolare e motivare attraverso la partecipazione a eventi organizzati e vissuti anche insieme ad altri partner, favorendo la fruibilità del proprio impegno e della propria capacità artistica, con lo spirito dell’indipendenza gestionale.                                        Un nuovo livello di sensibilizzazione che giovi a rivitalizzare quel circuito gratificante e virtuoso che – dall’Artista e attraverso l’Artista – alimenta il Collezionismo: così, depotenziando i condizionamenti e favorendo alfine un mercato oggi orientato esclusivamente e non eticamente al profitto.    Un contenuto e diffuso collezionismo, può e deve rinascere solo attraverso una ritrovata vicinanza dell’Artista alle persone.  La sensibilità femminile – individuando ed enunciando pragmaticamente i problemi – porta a valutazioni, a espressioni solutive ed a formule concrete, all’insegna della fattibilità.                                                                                                     Il punto focale è sempre non l’antagonismo, ma la sinergia con l’altro sesso, in un equilibrio che solo l’Arte sa donare: ma – in realtà - oltre l’equilibrio stesso, in quanto equilibrio che è frutto del bilanciarsi delle rispettive potenzialità.                                                                                                La figura maschile non è certo esorcizzata, poiché essa è fondamentale nella completezza e nella risoluzione di tanto caos esistente. Dovunque bilancia perfetta: siamo quindi convinti che in questo momento storico quella femminile è la figura che attualmente ha maggiori  margini.                                        Cosa significa essere Artista, oggi? Certamente  sacrifici personali e delle famiglie, al di là  della passione e del  significato del messaggio che si intende interpretare attraverso l’opera: tutto, al fine di far seguire la gioia di poter esporre le proprie opere alla fruizione altrui, per avere testimonianza che l’opera stessa abbia raggiunto la sensibilità del fruitore.                                             In tutto ciò che precede, è posta l’essenza della nostra iniziativa, che – nella particolare enfasi voluta attribuire a ‘Donne nell’Arte per l’Arte’  – prende il nome di  iDee nell’Arte  : una indicazione che intende essere chiara, esplicativa e attrattiva fin dalla sua visualizzazione, definendo  subito gli ambiti cui fa riferimento.                                                                                         Ai fini della fluidità della comunicazione, e per favorirla nel modo più ampio, l’iniziativa potrà contare su una pagina web dedicata: http://mira-ideenellarte.blogspot.com – su due propri indirizzi e-mail: miraideenellarte@gmail.com e accademiaaltaculturawomeninart@gmail.com - oltre che sul blog istituzionale  dell’ Accademia di Alta Cultura: http://accademiadialtacultura.blogspot.com - nonché sull’allestendo sito: www.accademiadialtacultura.cloud dove sarà particolarmente evidenziata l’attività del MIRA –
Roma, 7 Aprile 2016                                    Accademia di Alta Cultura  

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