
PREMESSA
Nello spirito
dei contenuti espressi nel proprio progetto sociale, rivolto a offrire ogni più
ampio contributo alla ‘…creazione di una
comunità universale che promuova il libero sviluppo di ciascuno in armonia con
il bene di tutti…’, l’Accademia di Alta Cultura – la cui creazione risale
al 1948, e che tra i propri Accademici ha sempre contato Artisti di prestigio:
da Dario de Blanck a Jean Josipovici, da Jean Henri Gamet a Carmelo Tommasini, da
Assen Peikov a Luciano Caturegli, da Jean Vitiano a Manlio Manvati, da Vittorio
La Viola a Ilia Peikov, a Sergio D’Amico… tanto per indicarne alcuni tra i
contemporanei - ha deciso di mettere a disposizione le proprie esperienze, rendendosi
animatrice e organizzatrice di un Movimento
il cui fine è quello di coagulare e rappresentare una nuova, fresca e vitale
corrente di pensiero nel contesto delle Arti Figurative.
L'iniziativa è stata ideata nel 2015 dal Presidente Giuseppe Bellantonio e dalla Rappresentante Delegata per l’Arte Prof.ssa Rosanna Della Valle, coadiuvati dalla partecipe condivisione della Dott.ssa Monica Melani, e successivamente ampliato con l’adesione di rappresentanti della Cultura; il nome attribuitogli, è quello di MIRA: acronimo di Movimento Internazionale per un Rinnovamento nell’Arte – , le cui iniziative sono seguite con attenzione e interesse nella consapevolezza del ruolo che proprio la Cultura, in ogni sua espressione, sia elemento cardine e vitale per il progresso dei Popoli.
Fa piacere, poi, sottolineare che nel contesto di tutto ciò che precede, l’ADAC definirà un Comitato Etico - composto da Artisti di alto profilo, nonché da personaggi qualificati comunque collegati alle dinamiche della Cultura -, che possa fungere da garante della qualità dei progetti via via elaborati.
Il tutto, confidando nella più ampia condivisione del presente Manifesto nel suo complesso e – naturalmente – contando sulle sinergie che potranno derivare dalla collaborazione con Artisti, Galleristi, Collezionisti, Critici, Curatori, che possano avere similari sensibilità e percezioni, oltre che Enti e Associazioni che abbiano finalità similari.
L'iniziativa è stata ideata nel 2015 dal Presidente Giuseppe Bellantonio e dalla Rappresentante Delegata per l’Arte Prof.ssa Rosanna Della Valle, coadiuvati dalla partecipe condivisione della Dott.ssa Monica Melani, e successivamente ampliato con l’adesione di rappresentanti della Cultura; il nome attribuitogli, è quello di MIRA: acronimo di Movimento Internazionale per un Rinnovamento nell’Arte – , le cui iniziative sono seguite con attenzione e interesse nella consapevolezza del ruolo che proprio la Cultura, in ogni sua espressione, sia elemento cardine e vitale per il progresso dei Popoli.
Fa piacere, poi, sottolineare che nel contesto di tutto ciò che precede, l’ADAC definirà un Comitato Etico - composto da Artisti di alto profilo, nonché da personaggi qualificati comunque collegati alle dinamiche della Cultura -, che possa fungere da garante della qualità dei progetti via via elaborati.
Il tutto, confidando nella più ampia condivisione del presente Manifesto nel suo complesso e – naturalmente – contando sulle sinergie che potranno derivare dalla collaborazione con Artisti, Galleristi, Collezionisti, Critici, Curatori, che possano avere similari sensibilità e percezioni, oltre che Enti e Associazioni che abbiano finalità similari.
Roma, 7 Aprile 2016 Accademia di Alta Cultura
Mai come in questo periodo, l’Uomo ha
dovuto prendere atto che il Mondo è mutato, subendo cambiamenti talmente
radicali da far accantonare e quindi superare quelli che sembravano riferimenti
e ‘regole’ non solo consolidati nel tempo, ma anche pressoché invariabili. pressoché . Al rapidissimo
mutare delle condizioni del Mondo – in generale – ha fatto da contrappunto il
variare, non senza contraccolpi, della società in tutte le sue manifestazioni,
ivi incluse le libere espressioni legate all’Arte. Indubbiamente, viviamo un momento
particolare in cui la gente è stanca delle illusioni, dell'essere presa in
giro: è percepita con forza la necessità di ritrovate regolarità, armonia e
pulizia, per contrastare lo sconvolgimento scaturito da visioni diverse
sulla intercambiabilità dei ruoli e
dalla conseguente mistificazione di questi. Certo,
non sono mutati i canoni che presiedono al linguaggio della bellezza e del
rigore che ogni manifestazione d’Arte deve possedere per poter essere
considerata degnamente, ma a mutare anche nell’Arte sono stati soprattutto la
modulazione dei metodi espressivi e gli strumenti: liberamente scelti come medium espressivi – talora, però, debordanti nell’anarchia interpretativa
- e la stessa critica. Un Artista opera nella quotidianità del
consorzio civile, e quindi da questo ‘assorbe’ ogni più piccola variazione;
questa - a livello cosciente o non - influisce sul suo stesso stato d’animo,
sul suo sentire più profondo, determinando ‘risposte’ che, proprio attraverso
le modalità espressive, vengono trasposte su carta, sulle tele, sul legno come
su supporti alternativi, nella misura scelta dall’Artista a seconda della
propria sensibilità ovvero per specifiche esigenze; in ogni caso, il tutto permeando lo spazio e l’ambiente, con forme e
colori: espressioni tutte della creatività. Tutto ciò non vuol dire certo che
l’Arte – vissuta ed interpretata secondo i canoni più classici - sia ‘morta’ o
che se ne sia smarrito il valore, ma attesta che sono mutate le condizioni complessive
in cui essa si muove e viene quindi espressa. La presa d’atto di quanto precede, ha
fatto nascere un’idea con caratteristiche innovative: contribuire - attraverso
una diversa dinamica che esalti il valore giovandosi degli strumenti tutti
del confronto – per far sì che l’Arte si
affranchi quanto più possibile dalle anomalie o dagli eccessi di quanti con
essa o attraverso di essa operino in modo fin troppo disinvolto: proprio a
scapito degli Artisti, sovente fuori da mode e mercati, e quindi in evidente posizione
di ‘debolezza’. Si deve stimolare il fruitore alla
conoscenza, all'ascolto e alla lettura: che sono le corrette chiavi per giungere
ad un più valido rapporto diretto tra il creatore dell’opera ed il
fruitore stesso. Il linguaggio
attraverso il quale gli Artisti parlano e ascoltano, deve necessariamente ampliarsi,
divenendo così un linguaggio di Cultura dinamico, fluido e dai contenuti
certamente più consistenti: certamente sempre adatto alle circostanze, ma vero
strumento per potersi rapportare e confrontare oltre ogni barriera o confine. Occorre
inoltre ritrovare il piacere e la consuetudine al collezionismo, al desiderio
del possesso di una bella opera fissata sul supporto nel suo momento più magico:
opera che rimarrà eterna, pur se soggetta a quei mutamenti tipici del
trascorrere del tempo. Tutto questo riordino – che via via
agevolerà il rinnovamento – non a caso lo si vede amorevolmente curato dalla
sensibilità e dalla propensione naturale tipica della donna: donna-Artista che,
in un certo senso, dovrebbe prendere le redini di un cavallo che è stato
lasciato per troppo tempo a briglie sciolte, in un galoppo sfrenato e caotico. Il vero Artista sente
sempre più il desiderio incontenibile di esprimere e vivere la pittura, intesa
come elaborazione di un prodotto scaturito dal collegamento
testa-mano-cuore e fuso ad una non superficiale spiritualità: consapevolezza di
ciò che egli vuole comunicare (il valore e la capacità creative del
vecchio pennello), quindi non più sola casualità nel manifestare una semplice combinazione
di colori e linee: cosa fin troppo banale, facilmente realizzabile anche da chi
metta per la prima volta il pennello sulla tela. Il
nostro intento è quello di operare per offrire agli Artisti spazi e soluzioni
espositive dai costi più che contenuti, in modo professionalmente appagante, contribuendo
così a sottrarli alla logica spesso perversa che per poter esporre occorra andare
incontro a gravosi impegn: sovente senza alcuna garanzia di poterne ricavare una
qualche tangibile soddisfazione. Ma non
solo: il tutto viene unito ad un desiderio di ‘fare gruppo’ ritenendo – per
usare un termine ben noto – che è proprio l’unirsi, lo stare insieme, a
costituire la vera forza di persone che, singolarmente, non avrebbero potuto
conseguire identici risultati. Si è scelta quindi la via della condivisione, così
favorendo non solo la partecipazione attiva degli Artisti, ma anche una maggior
presenza dell’Arte nella vita e nella quotidianità delle persone, contribuendo
a rendere gli Artisti sempre più consapevoli della necessità di un proprio ruolo
da autentici protagonisti nello sviluppo di una nuova e diversa visione del
contesto. L’Artista
che quotidianamente si confronta con la dinamica del processo creativo –
dall’idea al progetto, e da questo al compimento interpretativo - è infatti il vero protagonista, valido
interlocutore in ogni percorso di verifica come pure di cambiamento: chi,
meglio dell’Artista, conosce la magica alchimia della trasformazione? Ciò
Ciò richiamerà a una esaltazione della dimensione spirituale dell’Arte: un contesto
dove anche la donna-Artista – oggi più libera dagli schemi che l’hanno a lungo depotenziata
– potrà offrire un prezioso contributo, rimettendosi letteralmente in gioco
attraverso il valore dell’Arte così riprendendosi appieno quelle funzioni a
lungo tempo a lei formalmente precluse, ma che in realtà ella ha sempre svolto
nel contesto di quella quotidianità che, prediligendo le relazioni e gli
affetti, l’ha vista attiva su più fronti contemporaneamente. Ritrovarsi insieme periodicamente, progettare,
elaborare e comunicare anche all’esterno del ‘gruppo’, saranno i modi per far
sentire uniti gli Artisti, per dare loro voce ed ascoltarne quindi anche le sollecitazioni,
le idee: il tutto in un clima di cordialità, di energia e di trasparenza,
funzionali agli obiettivi comuni che via via vengono a delinearsi dando
sostanza alle potenzialità. Nel far ciò, si adotteranno tutte le
formule che la comunicazione offre, anche sotto il profilo digitale: prima tra
tutte quella di un sito ove gli Artisti avranno fra l’altro a disposizione lo
spazio per potersi ‘presentare’ al pubblico, così evidenziando tanto il loro
percorso artistico che le esperienze e
le opere. Nella nostra analisi e nei nostri
intenti, il tema della presenza femminile nel mondo dell’Arte è centrale. Che
la donna-Artista, in quanto tale, abbia affrontato forti difficoltà è
innegabile: ed è la storia a darcene fedele cronaca, fornendo testimonianza
delle discriminazioni che ha dovuto patire, peraltro non riuscendo mai a
raggiungere appieno la condizione di parità con l’uomo-Artista. Di fatto - anche se in realtà nessuno
l’ha forse mai ‘voluto’ - la donna è stata posta in una sorta di limbo, dove da
tempo vive all'ombra della pre-dominante presenza maschile. Ciò avviene non tanto per pregiudizi
o riserve mentali (anche se nel passato ce ne sono stati e, in alcune
culture, ancora esistono), quanto perché – la donna si è trovata impegnata in
più ruoli, svolgendo nella società compiti ‘secondari e suoi’ per una sorta di
diritto di genere, quali: la cura dei figli, della famiglia, degli anziani, dei
più deboli e dei malati. In
ogni caso, non dimenticando la grande qualità e l’energia della presenza
femminile: comunque ispiratrice e consigliera dell'uomo, che – va sottolineato
- di lei ne ha fatto la Dea ispiratrice nell'Arte: sovente quale sua vera
e propria ‘musa’, sorgente della sua espressività. Oggi
che il Mondo sta affrontando situazioni molto difficili, dalla dinamica fluida
ed imprevedibile, è indubbio che ci si trovi in un momento in cui la
partecipazione attiva della donna nella società – nulla volendo sottrarre alla
figura maschile - è fortemente percepita come una soluzione, proprio per quel quid in più che la distingue:
sensibilità?... predisposizione?... istintività su base ancestrale?... Forse
questo e altro. Comunque la si voglia o
la si possa vedere, la donna è abituata ad affrontare anche contemporaneamente
molte delle tematiche e delle problematiche che la vita impone, mentre l'uomo ha più difficoltà a gestire
situazioni tra di loro diverse e anche impreviste. In ogni caso, vogliamo
andare ben oltre delle semplici valutazioni di genere, considerando così
l’Essere Umano nella sua meravigliosa completezza, al di là di banali quanto inutili
contrapposizioni o contrasti. L’obiettivo, è proprio quello di perseguire la
completezza proprio attraverso l’Arte, poiché l’Arte – per sua natura – supera
ogni logica, ogni definizione, ogni ostacolo, ogni differenza: specie se di
genere o di etnia. Il
segreto di questo agire sta nel saper accettare lo scambio di qualità che mira
a rendere l'uno complementare all'altra: rispettando, riconoscendo e integrando
l’altro per imparare a perfezionare – prima di tutto in sé stessi – quell’unità
tra il principio maschile e quello femminile, fondamento di ogni forma
creativa.
DONNE
NELL’ARTE E PER L’ARTE
E’ chiaro che questo insieme di donne
Artiste non è ‘contro’ nessuno – non divenendo così ‘parte’ contrapposta od opposta
ad altre ‘parti’, secondo un modello ormai desueto -, ma si pone come strumento
che - proprio attraverso la comunicazione e l’espressività nelle Arti
Figurative – diviene solido e autentico elemento di arricchimento, in una
visione nuova e diversa della quotidianità. Parte
e strumento di un rinnovamento complessivo che abbia al centro non l’uomo né la
donna: bensì l’Essere Umano. Con ciò, lo si evidenzia
ancora una volta, non si intende costituire una ‘parte’ separata dal resto,
quasi si volesse costituire una élite, ma un elemento che - attraverso
il linguaggio, la partecipazione e l’Arte – si ponga in modo aperto e recettivo
verso il sociale, attraverso operatività dirette, concrete e reali. Avendo
fatto da sempre più cose – la donna-Artista seguiva la propria passione, la
famiglia, i figli, la casa… oltre che affrontare le difficoltà di un contesto
sociale che di certo non l’agevolava -
la donna, pur se impegnata, oggi ha
più strumenti per influire, ponendo in ciò capacità, impegno e principalmente
quel quid di armonia che è insito in
lei dai tempi. In sostanza, non
avendo mai diviso l’Arte dagli altri carichi quotidiani, la donna è oggi più
predisposta a operare anche da protagonista: vero e proprio strumento di
decodificazione e di sviluppo, con valenza fortemente sociale. Senza pulsioni colpevoliste o di rivincita, alfine
si prenda chiaramente atto che l’assenza di concretezze in questo campo non è
dovuta al fatto che la donna non abbia partecipato o potuto partecipare, quanto
perché ella non ha potuto esprimere al meglio e totalmente le proprie capacità
pratiche. Cosa si propone
questo gruppo di Artiste? La fusione dell’Arte con la
sensibilità e l’efficienza femminili, costituisce un vero e proprio collante
tra potenzialità che – in una mirabile alchimia – vanno ad arricchirsi,
attraverso un percorso fatto di intuito, sensibilità, capacità, impegno e
abilità. Nella nostra ottica, non si
cerca quindi una ‘parità’ meccanica - di tipo sindacale o sociale o politico o
altro - ma si cerca una ‘parità armonica’, basata su un concetto di ‘pari
dignità’. Attraverso
questo Movimento, che ha le sensibilità tutte tipiche dell’animo femminile, si
intende aggregare persone che non solo si esprimano artisticamente ma anche
attraverso la dialettica e il confronto,
quale propria prerogativa precipua. Una
sorta di ‘l’unione fa la forza’ e valorizzazione dei talenti, interpretato in
chiave artistica. Un modello utile a stimolare e motivare attraverso la
partecipazione a eventi organizzati e vissuti anche insieme ad altri partner, favorendo la fruibilità del
proprio impegno e della propria capacità artistica, con lo spirito dell’indipendenza
gestionale. Un
nuovo livello di sensibilizzazione che giovi a rivitalizzare quel circuito gratificante
e virtuoso che – dall’Artista e attraverso l’Artista – alimenta il
Collezionismo: così, depotenziando i condizionamenti e favorendo alfine un
mercato oggi orientato esclusivamente e non eticamente al profitto. Un contenuto e diffuso collezionismo, può e
deve rinascere solo attraverso una ritrovata vicinanza dell’Artista alle
persone. La sensibilità femminile –
individuando ed enunciando pragmaticamente i problemi – porta a valutazioni, a
espressioni solutive ed a formule concrete, all’insegna della fattibilità. Il
punto focale è sempre non l’antagonismo, ma la sinergia con l’altro sesso, in
un equilibrio che solo l’Arte sa donare: ma – in realtà - oltre l’equilibrio
stesso, in quanto equilibrio che è frutto del bilanciarsi delle rispettive potenzialità. La figura
maschile non è certo esorcizzata, poiché essa è fondamentale nella completezza
e nella risoluzione di tanto caos
esistente. Dovunque bilancia perfetta: siamo quindi convinti che in questo
momento storico quella femminile è la figura che attualmente ha maggiori margini. Cosa
significa essere Artista, oggi? Certamente
sacrifici personali e delle famiglie, al di là della passione e del significato del messaggio che si intende
interpretare attraverso l’opera: tutto, al fine di far seguire la gioia di
poter esporre le proprie opere alla fruizione altrui, per avere testimonianza
che l’opera stessa abbia raggiunto la sensibilità del fruitore. In tutto ciò che precede, è posta
l’essenza della nostra iniziativa, che – nella particolare enfasi voluta
attribuire a ‘Donne nell’Arte per l’Arte’
– prende il nome di iDee nell’Arte : una indicazione che intende essere chiara, esplicativa e
attrattiva fin dalla sua visualizzazione, definendo subito gli ambiti cui fa riferimento. Ai fini della fluidità della comunicazione,
e per favorirla nel modo più ampio, l’iniziativa potrà contare su una pagina
web dedicata: http://mira-ideenellarte.blogspot.com
– su due propri indirizzi e-mail: miraideenellarte@gmail.com
e accademiaaltaculturawomeninart@gmail.com
- oltre che sul blog istituzionale dell’
Accademia di Alta Cultura: http://accademiadialtacultura.blogspot.com
- nonché sull’allestendo sito: www.accademiadialtacultura.cloud
dove sarà particolarmente evidenziata l’attività del MIRA –
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